Il settore automobilistico sta attraversando una fase intensa. Tra un accordo politico franco-tedesco sulle regole delle emissioni, il ritorno delle city car elettriche accessibili al Mondiale di Parigi e l’emergere del mercato dell’usato elettrico, diverse linee si muovono contemporaneamente. Ecco i temi che contano davvero in questo momento.
Accordo franco-tedesco sul CO2: cosa cambia per i costruttori
Il 15 ottobre 2026, Parigi e Berlino hanno trovato un terreno comune sul pacchetto automobilistico europeo. Questo testo tocca gli obiettivi CO2 del 2035, il trattamento delle ibride ricaricabili e la nozione di “Made in Europe”.
Attenzione, questo compromesso rimane una posizione di negoziazione tra due paesi. Non si tratta ancora di una regola adottata a livello europeo. Le discussioni al Consiglio dell’Unione europea e al Parlamento seguiranno.
Numerosi punti meritano attenzione. Il compromesso prevede un livellamento delle emissioni, il che significa che i costruttori potrebbero compensare un anno negativo con uno positivo, invece di essere sanzionati ogni anno singolarmente. Introduce anche supercrediti, un meccanismo che consente di contabilizzare di più i veicoli a basse emissioni nel calcolo globale. In concreto, ogni auto elettrica venduta peserebbe di più nel bilancio normativo.
L’altro aspetto riguarda la preferenza europea. I veicoli che beneficiano di aiuti pubblici o accedono agli appalti pubblici potrebbero dover rispettare criteri di contenuto locale. Per seguire l’evoluzione di questi dossier normativi, le analisi pubblicate su auto-actu.org permettono di comprendere le implicazioni per ciascun segmento di mercato.

City car elettriche al Mondiale di Parigi: il ritorno dei prezzi sotto la soglia simbolica
Hai notato che le auto elettriche accessibili erano praticamente scomparse dai cataloghi negli ultimi anni? Il Mondiale di Parigi 2026 ha invertito la tendenza. Diversi costruttori hanno presentato modelli pensati per la città, con tariffe decisamente più accessibili.
Smart ha svelato un modello a due posti posizionato sotto i ventimila euro. Citroën ha creato l’evento con un concetto di 2 CV rivisitato. Renault ha confermato il ritorno della Twingo elettrica, mentre Volkswagen ha mostrato la sua ID. Polo.
Il segmento delle city car elettriche torna a essere competitivo, ed è una buona notizia per gli acquirenti che non hanno bisogno di un SUV. Il comune denominatore di questi modelli: batterie più piccole, un’autonomia calibrata per un uso urbano e periurbano, e un prezzo d’ingresso che si avvicina a quello delle termiche equivalenti.
Questa offensiva risponde anche alla pressione dei costruttori cinesi, che offrono veicoli commerciali e city car elettriche a tariffe molto aggressive. La concorrenza cinese accelera la diminuzione dei prezzi in Europa.
Mercato dell’usato elettrico: cosa controllare prima di acquistare
L’offerta di auto elettriche usate si sta ampliando rapidamente. La ragione principale: i ritorni di veicoli provenienti da locazioni a lungo termine (LLD) e flotte aziendali alimentano il mercato. Queste auto hanno spesso due o tre anni, un chilometraggio moderato e una storia di manutenzione seguita.
Lo stato della batteria rimane il criterio decisivo per un acquisto di seconda mano elettrico. L’autonomia dichiarata dal costruttore non riflette sempre la capacità reale dopo diversi anni di utilizzo. Prima di firmare, è necessario effettuare diverse verifiche:
- Richiedere un diagnostico della batteria (stato di salute, o “SoH”), che indica la percentuale di capacità residua rispetto al nuovo
- Controllare la storia di ricarica: un’auto che è stata principalmente caricata con corrente rapida potrebbe avere una batteria più degradata rispetto a un’altra della stessa età
- Consultare il libretto di manutenzione digitale per assicurarsi che gli aggiornamenti software siano stati effettuati, poiché influenzano talvolta la gestione della batteria
Un punto da ricordare: un passaporto digitale della batteria è previsto a partire da febbraio 2027. Questo documento standardizzato faciliterà il confronto tra veicoli usati rendendo i dati di salute della batteria accessibili all’acquirente.

Dati del veicolo connesso: una sfida per la riparazione e la rivendita
Le auto recenti producono una quantità considerevole di dati. Pressione dei pneumatici, consumo in tempo reale, storico dei percorsi, avvisi tecnici: tutto transita attraverso i server del costruttore. Fino ad ora, l’accesso a queste informazioni da parte del proprietario o di un meccanico indipendente rimaneva limitato.
Il Data Act, entrato in vigore a settembre 2026 secondo 60 Milioni di consumatori, dovrebbe cambiare le carte in tavola. Questo regolamento europeo prevede che il proprietario di un veicolo connesso possa concedere l’accesso ai propri dati a un terzo di sua scelta, ad esempio un riparatore indipendente o un servizio di assicurazione.
Perché è importante? Perché la trasparenza dei dati influisce direttamente sul costo della riparazione e sul valore di rivendita. Un meccanico che accede ai codici di errore senza passare attraverso la rete ufficiale del costruttore può offrire un preventivo più competitivo. Un acquirente di seconda mano che consulta la storia completa del veicolo prende una decisione più informata.
Preferenza europea e aiuti all’acquisto: un filtro in costruzione
Il capitolo “Made in Europe” del compromesso franco-tedesco merita una lettura attenta. L’idea è di condizionare l’accesso agli aiuti pubblici (bonus ecologico, sovvenzioni per flotte) a criteri di produzione locale. Se questa orientazione si conferma a livello europeo, alcuni modelli importati potrebbero perdere la loro idoneità al bonus.
Per i fornitori europei, è un segnale positivo. Per i consumatori, l’impatto dipenderà dal perimetro scelto. Un veicolo assemblato in Europa con componenti per lo più importati sarebbe idoneo? La risposta non è ancora chiara.
Ciò che è certo è che la griglia di lettura del mercato automobilistico non si limita più al prezzo di listino e alla scheda tecnica. Le condizioni di accesso agli aiuti, la tracciabilità delle batterie e la disponibilità dei dati del veicolo sono diventati criteri di scelta a tutti gli effetti. L’acquisto di auto nel 2026 si gioca anche sul terreno normativo.



